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Laser a Thulio per adenoma prostata, la casistica più ampia in Italia all'Urologia del S. Giovanni Bosco

 

L’Urologia dell’Ospedale San Giovanni Bosco della Asl To2 tra i primi in Europa  ha acquistato un Laser a sorgente Thulio, nel 2007 : a oggi il direttore Giovanni Muto ha già eseguito oltre 300 interventi di vaporizzazione - vaporesezione ed enucleazione laser per iperplasia prostatica benigna con costante aggiornamento del sistema. 
Questa tecnica suscita vivo interesse ed è stata oggetto oggi di un approfondimento scientifico e divulgativo da parte della trasmissione RAI “Elisir”, che ha ripreso l’intervento eseguito in trenta minuti da Giovanni Muto su un paziente ultrasessantenne, affetto da adenoma prostatico superiore ai 5 cm,  che manderà in onda domenica 5 giugno prossimo.Si tratta di un intervento innovativo per il trattamento dell'adenomatosi prostatica, che permette un moderno approccio terapeutico poco invasivo.Il 25 per cento della popolazione maschile ultracinquantenne viene operata per ingrossamento prostatico, che determina sintomi ostruttivi e irritativi non più dominabili con terapie mediche. “Il laser a Thulio è in grado di vaporizzare ed enucleare simultaneamente l'adenoma prostatico (caratteristica innovativa THULEP Enucleovaporizzazione Prostatica Mediante Thulio Laser) e quindi abbrevia il tempo di lavoro in particolare per gli adenomi di volume medio grande. Quindi l'adenoma ridotto del 30 per cento del suo volume dalla vaporizzazione viene sospinto in vescica ed estratto mediante un piccolo morcellatore endoscopico che sminuzza e aspira –precisa il Dottor Giovanni MUTO, Direttore dell’Urologia del San Giovanni Bosco e Membro della Commissione Nazionale Ricerca del Ministero della Salute - Questa metodica riduce anche al minimo il sanguinamento durante la procedura e limita i fastidi dovuti alla lunga permanenza del catetere”.Questa tecnica si pone in alternativa alla TURP (Resezione Prostatica TransUretrale) e all'intervento chirurgico tradizionale, notoriamente gravato da episodi emorragici intercorrenti.
Il trattamento dura mediamente un’ora a seconda del volume dell'adenoma prostatico, in anestesia periferica.La degenza è variabile da una a due notti, relativamente alle dimensioni dell'adenoma.L'emostasi è talmente minuziosa che generalmente consente di evitare o ridurre il tempo di lavaggio vescicale, tipico delle tecniche chirurgiche standard, evitando disagi al paziente e riducendo così l'impegno assistenziale e infermieristico.Sono stati addirittura trattati pazienti con terapia anti-coagulante in corso, altrimenti difficilmente operabili.Soddisfazione è stata espressa dall’assessore alla Tutela della Salute e Sanità della Regione Piemonte che ha commentato come tecnologie innovative di tale portata siano fondamentali per una degenza post operatoria notevolmente più breve e quindi, complessivamente, contribuiscano a migliorare la qualità dell’approccio terapeutico per il paziente.
 
 
 

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