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Ospedale Militare di Milano-Baggio, il racconto del generale Samuele Valentino

 

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In tutte le missioni il Personale dell’Ospedale Militare si è particolarmente distinto per professionalità e spirito umanitario. Il mio giornale mi aveva ordinato di fare un servizio sul Centro Ospedaliero Militare e D.M.M.L. di Milano,
 di scrivere la sua storia, perciò, mi sono recata presso l’Ente. Mi soffermai a guardare le Mura di cinta del complesso. Non ho avuto una grande impressione, nulla di significativo ma, una volta entrata, la meraviglia è stata tanta. Mi sono trovata in un giardino colmo di fiori, di alberi, vialetti, padiglioni ecc.ecc.. Tutto rappresentava la bellezza dell’architettura dove si concentravano i due sensi: il senso di un "prima" e di un "dopo", una posteriorità senza tempo, che non potrà avere mai fine.
 
Si dice che l'arte e la bellezza siano in grado di salvare il Mondo. Se proprio non vogliamo credere a questo, penso che lo possa almeno rendere piacevolmente abitabile. E la bellezza di questo edificio era una prerogativa da comprendere perché aveva in sé una grande forza.
 
Seguivo il soldato che mi stava accompagnando dal Generale e, intanto, continuai a guardarmi intorno, rimanendo sempre più meravigliata. L’epoca cui si riferiva, risaliva ad un periodo storico particolare che io non capii se si riferisse a quello subito dopo prima guerra mondiale o a quella fascista.
 
Il Generale di Brigata Medico Samuele Valentino che è il Comandante/Direttore, mi ha ricevuta con amichevole cordialità. L’ambiente era gradevole.
 
Ringraziai il Generale d’avermi concesso questa intervista, di avermi ricevuta in questo ambiente così particolare e gradevole.
 
Cosa vuole sapere? Mi ha chiesto facendomi accomodare sul divano.
 
Davanti ad un così alto Ufficiale, francamente, la mia timidezza, che molte volte seppellisco nel più profondo di me stessa, stava fuoriuscendo. Mi sentii senza voce, la tosse mi fece sentire in imbarazzo. Mi feci forza e iniziai l’intervista. Mi interessava sapere l’epoca della Caserma, perciò, cominciai:
 
Cominciamo con il sapere la storia, o meglio, l’origine di questo Ospedale Militare?  “L’Ospedale Militare di Milano trae le sue origini dall’Ospedale di S. Ambrogio, istituito al tempo della Repubblica Cisalpina presso il Monastero attiguo alla omonima Basilica e successivamente divenuto sede dell’Università Cattolica del Sacro Cuore in Milano. L’imponente e storico edificio fu utilizzato dal 20 marzo 1799 come Ospedale Militare per il ricovero dei feriti e malati italiani e francesi, primo Ospedale esclusivamente Militare d’Italia. La sua amministrazione fu affidata alla Ragioneria del Civile Ospedale Maggiore di “Cà Granda” fino al 1803, quando fu istituita l’amministrazione autonoma dell’Ospedale Militare di Sant’Ambrogio. Nel 1807 il viceré d’Italia Eugenio di Beauharnais istituì presso l’Ospedale Militare di Sant’Ambrogio una Scuola di Anatomia e due cliniche “a vantaggio dei giovani medici militari”: una medica affidata al Rasari e una chirurgica affidata al protochirurgo Assalini, nelle quali insegnarono anche maestri insigni quali il Rima, il Brambilla e il Pastro. Ebbe così origine la prima Scuola di Sanità Militare, successivamente unificata a quella di Firenze che, nel 1853, per la grave carenza di medici laureati in Milano fu equiparata a primo nucleo di Facoltà Universitaria di Medicina e Chirurgia. L’ Ospedale Militare di Sant’Ambrogio è stato spettatore e partecipe di molti eventi: il ritorno degli Austriaci nel 1814 e la loro permanenza sino al 1859; le cure ai feriti delle cinque giornate di Milano del 1848, a quelli di Magenta del 1859, a quelli di San Martino e Solferino, a quelli della Guerra Coloniale e a quelli della Grande  Guerra”.
 
Ho saputo che qui sono stati ricoverati parecchi personaggi famosi, è vero?
 
“Sì, è vero. Uno di questi è stato Ugo Foscolo, ufficiale dell’Esercito Napoleonico, due volte ferito, fu curato presso l’Ospedale Militare di Sant’Ambrogio così come Ernest Hemingway, come da lui stesso descritto in un romanzo autobiografico”.
 
Anche Angelo RONCALLI, futuro papa Giovanni XXIII, operò nell’ambito dell’Ospedale Militare?
 
“Sì. Il 23 maggio 1915 venne richiamato in servizio militare con il grado di Sergente di Sanità, presso l’Ospedale Militare Principale di Milano.
 
Successivamente venne trasferito presso gli Ospedali Militari di Bergamo dove prestò servizio militare, come cappellano dell’Ospedale di riserva di Bergamo, (chiamato Ricovero Nuovo) fino al 1918. Con la sua amabilità e con il suo ottimismo riusciva a confortare i soldati ed a riconciliarli alla fede”.
 
Questo Ospedale ha avuto sempre questa sede?
 
“No. Dopo la grande Guerra l’Ospedale Militare necessitava di una infrastruttura più funzionale ed adeguata al rango della città. Nel 1926 l'Amministrazione Provinciale di Milano formalizzò un atto di permuta che individuò una zona periferica in località Baggio per iniziare i lavori della nuova sede ospedaliera che furono poi completati nel giro di un lustro. La costruzione inaugurata nel 1931 in stile neorinascimentale risultò modernissima per tipologia e per caratteristiche logistiche per quell'epoca. Essa è tutt'oggi citata su testi universitari di igiene come valido esempio di edilizia ospedaliera multipadiglione interamente collegata su 4 livelli in un area di 130.000 mq. Nel 1932 l'Ospedale Militare di Sant'Ambrogio cessò di esistere e nell'antico stabile bramantesco venne insediata l'Università Cattolica.
 
Mi scusi, Generale, è vero che qui è avvenuto qualche miracolo?
 
“Sì. L’anno successivo (1933) presso l’Ospedale Militare di Milano avvenne il miracolo che portò alla beatificazione di Suor Nicoli:  la guarigione prodigiosa di Giovanni Battista Colleoni di Caluso d’Adda in provincia di Bergamo. Il giovane era affetto da “grave forma di lesione specifica tubercolare a carico della cresta iliaca con tumefazione lombare”. In parole povere, il giovane stava aspettando la sua morte, poiché ormai i sanitari dell’ospedale militare avevano deciso di mandarlo a morire a casa, essendo riconosciuto inutile il suo invio al sanatorio di Vialba. Una figlia della Carità ebbe l’idea di fare una novena a suor Nicoli. Si era verso la fine dell’anno, anniversario della morte di suor Nicoli. Al giovane si mise un’immagine di suor Nicoli tra le fasce con cui giornalmente le suore medicavano le piaghe, che suppuravano abbondantemente. Con la sua ingenuità, il giovane diceva ai medici che gli toglievano le bende: “faccia adagio, perché lì c’è la suora!”, intendendo l’immagine di suor Nicoli. Di fatto, al termine della novena, il giovane piuttosto improvvisamente ed inspiegabilmente cominciò a stare meglio e a chiedere di mangiare. Nel giro di una settimana si ristabilì completamente, ma i medici piuttosto increduli vollero tenerlo sotto osservazione per qualche tempo. Nel mese seguente egli si mise a disposizione per i servizi di pulizia, come se non avesse mai avuto nulla. Visse poi fino a 75 anni.
 
Generale, durante l’ultimo conflitto Mondiale, questo Ospedale è stato requisito?
 
“Purtroppo, durante l'ultimo conflitto mondiale l'Ospedale Militare seguì le vicende storiche della nazione,  finendo requisito via via dai tedeschi, dai partigiani e dalle truppe alleate anglo – americane. In tale periodo fu temporaneamente e parzialmente trasferito presso un centro Mutilati di Guerra “Principi di Piemonte” in piazza Bande Nere, attuale sede del nosocomio geriatrico “Redaelli”. Nell’ottobre del 1946 venne restituito all’Esercito Italiano in condizioni di degrado e nel 1955 dopo adeguati lavori di ripristino delle infrastrutture venne dedicato alla memoria del Sottotenente medico Loris Annibaldi, eroicamente caduto sul fronte greco e Medaglia d’Oro al Valore Militare”.
 
L’Ospedale, poi, come fu ristrutturato?
 
“Negli anni 50, 60 e 70 l’Ospedale strutturò la propria attività sia sul versante clinico ( chirurgia generale e ortopedica, infettivologia, psichiatria), sia sul versante medico - legale ( idoneità al S.M.I., idoneità al pubblico impiego in ambito C.M.I., dipendenza da causa di servizio, pensionistica, equo indennizzo in ambito C.M.O.). In quegli anni peraltro la palazzina ex Anea accessibile dall’esterno con ingresso dedicato, dove lavoravano medici e infermieri organici all’Ospedale Militare, fungeva da vero e proprio Ospedale Civile. Tale realtà di fatto costituì una vera risorsa per la formazione continua dei medici militari e realizzava una esperienza pilota di Ospedale Misto, gestito dalla sanità pubblica con il concorso della sanità militare. Un simile modello organizzativo sarà in seguito ripreso a livello progettuale in sede di pianificazione nella fase di soppressione e/o accorpamento delle strutture sanitarie militari prevista dalla riforma delle Forze Armate alla fine degli anni 90 e dal nuovo modello di Esercito Europeo e di Sanità Militare. In quegli anni le metodiche di cura e di valutazione medico - legale erano prevalentemente centrate sulle problematiche relative alla leva militare: le esperienze sui suicidi giovanili, sulle tossicodipendenze, sulle simulazioni, dissimulazioni e procurate infermità rappresentano pietre miliari nel percorso formativo ed esperenziale dei medici militari e rappresentano comunque, insieme alle visite di idoneità presso i Consigli di Leva e alle visite di incorporamento e periodiche presso i Corpi Militari, un insostituibile e prezioso punto di riferimento della medicina sociale nazionale”.
 
Mi scusi, Generale, dopo questo periodo l’Ospedale ebbe delle evoluzioni?
 
“Negli anni 80 e 90, anche con il contributo fondamentale dei quadri di ufficiali medici provenienti  Nucleo Esercito dell’Accademia di Sanità Militare (N.E.A.S.M.I.), nell’Ospedale Militare si sviluppò in modo qualitativo e diffuso la medicina specialistica (chirurgia artroscopica, chirurgia urologica e laparoscopica, chirurgia plastica, fisiopatologia respiratoria, oculistica, anestesiologia ) con la costituzione di veri e propri centri di eccellenza nel rinnovato padiglione ortopedico (1990) e medicina (1994), affidabili e tecnologicamente avanzati. Con l’inizio del terzo millennio, in aderenza alle nuove esigenze operative delle missioni fuori area, sono stati potenziati i servizi di medicina e chirurgia d’urgenza e di medicina del lavoro ed è stata sviluppata una massiccia attività formativa incentrata sulla gestione delle emergenze sanitarie convenzionali e non convenzionali. Parimenti, in parallelo con l’attività formativa a partire dal 2001, è stata varata una nuova fase di potenziamento e ammodernamento dedicata alle infrastrutture. Infatti oltre al potenziamento dei servizi sanitari (nel 2003: ginecologia, oncologia, medicina dello sport; nel 2007: sportello geriatrico…), oltre alla rinnovata comunicazione tra Ente e utenza ( carta dei servizi nel 2003, sito Web in corso di approntamento) il management ha curato in modo sistematico e progressivo l’immagine complessiva dell’Ospedale Militare del terzo millennio. Sono via via stati realizzati nell’ultimo lustro importanti opere di efficace integrazione del nuovo nel vecchio tessuto architettonico: una moderna sala conferenze climatizzata e tecnologicamente adeguata ricavata da una camerata degenza a corpo unico degli anni trenta, una scala esterna di accesso alla sala conferenze in stile neorinascimentale con estesa area adiacente attrezzata a giardino nobile, in cui è stata riprodotta in dimensioni reali una fontana anni trenta del tutto analoga a quelle originariamente costruite ed ormai in stato di degrado, una nuova illuminazione esterna ed interna della palazzina direzione e del cortile d’onore, la nuova area accettazione-pronto soccorso, la nuova radiologia, la nuova C.M.O. I, il nuovo servizio certificativo e il nuovo sportello geriatrico, la nuova odontoiatria, la nuova neurologia, il nuovo blocco operatorio”.
 
Attualmente l’ospedale, oltre che nell’alimentazione dei teatri internazionali con proprio personale sanitario, in cos’altro è impegnato? “E’ impegnato a realizzare tutte le sinergie possibili interistituzionali dedicando impegno organizzativo ed attenzione alle fasce sociali deboli (anziani soli, veterani, cronici, pazienti affetti da patologie invalidanti complesse a gestione multidisciplinare) e sviluppando in collaborazione con Regione Lombardia progettualità di ricerca finalizzate alla ottimizzazione delle risorse e delle professionalità, alla tele - assistenza e al contenimento dei costi, al miglioramento degli assetti organizzativi nella gestione dell’emergenza- urgenza e alla integrazione del Servizio Sanitario Regionale con il Servizio Sanitario Militare”.
 
Recentemente, l’Ospedale quali significative evoluzioni o rinnovamenti ha avuto?
 
“L’Ospedale Militare di Milano, in costante rinnovamento tecnologico ed infrastrutturale, nel corso del 2007 è stato interessato da un significativo cambiamento ordinativo, che ha tra l’altro implicato sia l’acquisizione nel proprio organico di personale sanitario interforze proveniente dall’Aeronautica Militare e dall’Arma dei Carabinieri, sia la riconfigurazione in Centro Ospedaliero, strutturato con tre dipartimenti, e in Dipartimento Militare di Medicina Legale. L’attuale obiettivo  strategico dell’Ente è incentrato su alcune idee forti: le cure polispecialistiche ad elevata valenza clinica, la formazione e la pronta operatività. In due parole il sostegno logistico e un contributo significativo per l’aderenza. In tale contesto si sviluppa un annuale piano di attività di ricerca e di progettualità, finalizzate ad ottimizzare la prevenzione, gli studi epidemiologici, le relazioni e le sinergie interistituzionali, gli screening diagnostici, il monitoraggio clinico del personale impiegato fuori area, l’innovazione in cui accanto all’elemento umano giocano un ruolo certamente non secondario le infrastrutture. Infatti, nel panorama sanitario generale, accanto alla evoluzione organizzativa, gestionale, programmatoria si sono imposti nuovi standard di edilizia ospedaliera ed il concetto di accreditamento, a garanzia della idoneità, della sicurezza e della qualità dell’ambiente in cui viene erogata una prestazione sanitaria. Anche l’Ospedale Militare di Milano ha attivamente sviluppato un corposo programma di ammodernamento delle proprie infrastrutture facendo sorgere nuovi padiglioni accanto ad altre palazzine comunque ristrutturate internamente, realizzando una felice commistione edilizia di immobili nuovi e datati. Un intreccio insomma di vecchie e nuove infrastrutture che al visitatore e all’utente trasmette il fascino della storia e del vissuto insieme ai colori pastello e agli spazi funzionali di una moderna clinica”.
 
Oltre ad assolvere le funzioni di carattere istituzionali, in cos’altro ha concorso?
 
“L’ Ente, oltre ad assolvere alle precipue funzioni di carattere istituzionale nel proprio bacino di utenza, negli ultimi anni ha concorso, distinguendosi sensibilmente, con l’impiego dei propri Ufficiali e Sottufficiali di Sanità (Medici specialisti, Odontoiatri, Farmacisti, Infermieri e Tecnici di Radiologia), e d’Arma alle attività operative nazionali ed internazionali delle FF.AA in operazioni di Peace Keeping , di Peace Enforcing e di Crisis Response Operations”.
 
Dove si sono svolte queste Operazioni di Pace?
 
“Libano                1982                      Operazione Libano
 
Iraq-Kurdistan 1991                       Operazione Airone
 
Albania 1991                      Operazione Pellicano
 
Somalia                1992                      Operazione Ibis
 
Mozambico        1993                      Operazione Albatros
 
Bosnia 1995                      Operazione IFOR Joint Force
 
Albania 1997                      Operazione Alba FMP
 
Macedonia         1998                      Operazione FYROM
 
Kosovo 1999                      Operazione Joint Guardian
 
Turchia 2001                      Operazione Adventure Exchange 1
 
Ucraina                2002                      Operazione Cooperative Adventure Exchange
 
Afghanistan       2003                      Enduring Freedom  ISAF
 
Iraq                       2003                      Operazione Antica Babilonia
 
Libano                  2006                      Operazione Leonte
 
Ciad                       2008                      Operazione Nicole
 
 
 
In tutte queste missioni il Personale dell’ Ospedale Militare si è particolarmente distinto per professionalità e spirito umanitario, ricevendo continui apprezzamenti, elogi e onorificenze dalle autorità militari e civili internazionali e il ringraziamento delle popolazioni locali, promuovendo e diffondendo nei teatri internazionali, afflitti dal bisogno e dalle calamità, l’immagine della Milano operosa, efficiente e solidale”.
 
Generale, sicuramente la città di Milano sarà alquanto orgogliosa dell’esistenza di questo Ospedale, il Comune di Milano avrà ricambiato con qualche onorificenza?
 
“Certamente, nel 2003 è stato consegnato nelle mie mani l’Ambrogino d’Oro”
 
Con quale motivazione? “In tutte queste missioni il Personale dell’ Ospedale Militare si è particolarmente distinto per professionalità e spirito umanitario, ricevendo continui apprezzamenti, elogi e onorificenze dalle autorità militari e civili internazionali e il ringraziamento delle popolazioni locali, promuovendo e diffondendo nei teatri internazionali, afflitti dal bisogno e dalle calamità, l’immagine della Milano operosa, efficiente e solidale”.
 
Quali sono gli eventi epocali che hanno accompagnato l’Ospedale?
 
“La presenza dell’Ospedale Militare nella città ha accompagnato eventi di rilevanza epocale sin dalla sua costituzione nella primitiva sede adiacente alla basilica di S. Ambrogio ai tempi della Repubblica Cisalpina, quali le battaglie risorgimentali e le guerre mondiali fino alla sua evoluzione postbellica con alterne fortune”.
 
Ma qual è il possibile lieto fine di questo lungo percorso?“Una risposta possibile potrebbe essere rappresentata dalla capacità di resistere e persistere nel tempo con  aspetti e progetti adeguati ai tempi (negoziazione con le Aziende Ospedaliere per l’apertura del nosocomio all’utenza civile realizzando assetti integrati di ambulatori e reparti ospedalieri “misti”), perseguendo gli obiettivi istituzionali della Sanità Militare propri del terzo millennio. Vale a dire sviluppare concretamente e realizzare una preparazione  dei quadri e una vocazione sempre più operativa, incentrata sulla gestione dell’emergenza-urgenza in tutti i teatri internazionali del mondo dove, accanto al bisogno di pace e stabilizzazione socio-politica, è richiesta – anche e sempre - una risposta di alto valore etico e professionale al bisogno di salute della persona”.
 
Principia Bruna Rosco

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