Dal tumore al seno all'Hiv, dalla Commissione Senato 10 proposte per le donne
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- Pubblicato Martedì, 08 Marzo 2011 18:30
''Progetti sanitari che trovino un equita' di soddisfazione del cittadino e della popolazione, specialmente di quella femminile, in termini di fruibilita', omogeneita' e efficacia senza distinzioni tra Nord, Centro e Sud Italia''. Questo l'auspicio espresso dalla Commissione Igiene e Sanita' del Senato che oggi ha votato all'unanimita' e ha presentato il documento conclusivo dell'indagine conoscitiva sulle malattie ad andamento degenerativo con specifico riguardo al tumore al seno,
alle malattie reumatiche croniche e alla sindrome Hiv. A presentare il documento il presidente della Commissione, Antonio Tomassini; la senatrice Franca Biondelli (Pd) che ha illustrato la parte dell'indagine relativa alla Hiv; la senatrice Laura Bianconi (Pdl) che si e' occupata della parte relativa ai tumori al seno; la senatrice Franca Chiaromonte (Pd) che si e' occupata delle malattie reumatiche e la senatrice Maria Rizzotti (Pdl) che ha coordinato le tre parti dell'indagine. Un'indagine, ha spiegato Tomassini, ''durata un anno, che ha approfondito delle problematiche a cui poi Governo e Parlamento dovranno dare delle soluzioni, presentata oggi nel giorno della festa della donna''. Una ricerca, gli ha fatto eco Rizzotti, ''che si e' articolata con audizioni e sopralluoghi in strutture''.
Dall'indagine sono emerse dieci proposte programmatiche.
In particolare, si legge, ''la prevenzione, la diagnosi e il trattamento precoce diminuiscono i costi totali di tutte le malattie (tumore della mammella, malattie reumatiche e sindrome HIV) ed incidono sul QALYs (Quality Adjusted Life Years), ovverosia sul numero di anni recuperati in buona salute, e sulla quality, che rappresentano l'obiettivo socio-sanitario: occorre quindi orientare le politiche del terzo millennio su tale fronte, con verosimile e tangibile risparmio''. La seconda: ''Le patologie degenerative menzionate, di rilevante impatto sociale, nonostante si siano registrati indubbi progressi, oggi vanno affrontate in una visione piu' ampia, non solo sanitaria sotto il profilo medico-clinico, ma anche sotto quello socio-economico. Solo in maniera integrata con studi di settore - volti a pesare quanto quella patologia influisca non solo come costi diretti ma anche indiretti, quali perdita di giorni lavoro e invalidita' - potrebbero emergere priorita' a livello nazionale e regionale, nella prospettiva di mutare lo scenario relativo all'assistenza sanitaria verso un progressivo welfare state della popolazione e del singolo cittadino''.








