Servizi sanitari nel Distretto di MirandolaUn impegno quotidiano per tornare rapidamente a una situazione di normalità
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- Pubblicato Venerdì, 13 Luglio 2012 22:00
Sia pure lentamente riprende vita il Santa Maria Bianca. Entro la fine della settimana tornerà operativo il Pronto Soccorso all’interno della struttura. Riaprono progressivamente anche le attività ambulatoriali.
Guarda avanti la sanità modenese dell’Area Nord e lavora quotidianamente per mettere in atto ogni sforzo affinché si possa tornare il più rapidamente possibile a una situazione di normalità. “Sarà un percorso molto duro, non privo di ostacoli, ma l’encomiabile risposta degli operatori e la complessiva tenuta della rete provinciale ci inducono a guardare al futuro con la consapevolezza di chi sa che può contare su professionalità di primo ordine e su un sistema solido in cui lo spirito di collaborazione, se possibile, è uscito ulteriormente rafforzato.” Sono le parole del direttore generale dell’Azienda Usl di Modena, Mariella Martini, pronunciate durante l’incontro con la stampa tenutosi questa mattina a Mirandola, fissato per fare il punto sulla situazione dei servizi sanitari del distretto dell’Area Nord duramente colpiti dal sisma.
A poco meno di due mesi dalla prima violenta scossa, l’Azienda Usl di Modena, rappresentata per l’occasione anche da Mario Meschieri, direttore del distretto di Mirandola e da Andrea Donati, direttore sanitario degli ospedali di Mirandola e Finale Emilia, traccia un primo bilancio su quanto è stato fatto per rispondere all’emergenza terremoto e sulle prossime azioni che a breve saranno poste in essere.
La fase di emergenza acuta è in buona parte superata e giorno dopo giorno, sia pure lentamente, si aggiungono nuovi tasselli che rendono sempre più concreta e riconoscibile la ripresa dell’attività d’assistenza. È un lavoro quotidiano, non sempre evidente e immediatamente percepibile dall’opinione pubblica, indispensabile, però, per agire in piena sicurezza e restituire punti di riferimento alla cittadinanza. Ogni giorno sono all’opera alcune decine di tecnici per verificare le condizioni delle strutture, decidere quali azioni porre in essere e quindi realizzarle. In parallelo, dove è possibile – in tenda, piuttosto che in un container – gli operatori sanitari offrono la loro assistenza in loco. In altri casi il personale ha invece letteralmente seguito i pazienti trasferiti in altri nosocomi della provincia. È ancora difficile fotografare in modo assolutamente preciso la situazione nel suo complesso perché l’evoluzione è giornaliera.
Rispetto agli ospedali, proprio in queste ore, al Santa Maria Bianca, dove la messa in sicurezza di alcune strutture è stata verificata, iniziano a rientrare una serie di attività. Tra queste spicca il Pronto Soccorso che entro la fine di questa settimana tornerà operativo. Dalla seconda metà di luglio sarà poi a disposizione la Tac, mentre dai primi di agosto tornerà operativo l’intero reparto di Radiologia. Nel cortile antistante la ‘nuova’ sede del pronto soccorso stanno per essere posizionate due tende con funzione di attesa e triage.
Con riferimento all’Ospedale di Finale Emilia va invece detto che solo da pochi giorni esso non rientra più nella cosiddetta “zona rossa”. Per questo motivo non è ancora stato possibile avere un bilancio dettagliato dei danni riportati dalla struttura che, comunque, è stata seriamente colpita.
Entro quindici giorni è poi previsto il completamento dell’attivazione di tutti gli ambulatori posti al piano terra del corpo 1 della struttura ospedaliera. Già alcuni di essi sono stati resi nuovamente operativi, grazie agli sforzi congiunti di tecnici e personale dell’Azienda USL di Modena. Al piano terra, infatti, hanno ripreso la loro attività gli ambulatori di Odontoiatria, Oculistica, Pediatria, Ginecologia e Ostetricia, Cardiologia, Pneumologia, Chirurgia e Diabetologia. È poi attivo un ambulatorio adibito a sala operatoria per far fronte a piccoli interventi di ortopedia e ginecologia, oltre a una sala gessi e alla palestra di riabilitazione.
Altrettanto importanti sono i servizi territoriali. Questi ultimi hanno ripreso la propria attività, pur in un contesto generale che resta critico. Questo è stato possibile dopo avere superato una prima fase di gestione legata all’emergenza, durante la quale si è lavorato prima di tutto per garantire la continuità assistenziale e la messa in sicurezza di tutti i pazienti che si sono dovuti trasferire dal proprio domicilio o da strutture protette danneggiate.
“Sappiamo che almeno in alcune aree i disagi continueranno ad esserci anche se stiamo cercando di fare il massimo per contenerli. Quello che posso assicurare è che tutto il personale, sanitario e tecnico così come quello amministrativo, sta lavorando per dare una risposta adeguata” ha aggiunto Mariella Martini.








