Arrestata donna con 50 ovuli di cocaina nello stomaco
- Dettagli
- Pubblicato Venerdì, 10 Agosto 2012 22:14
Torino - Il corriere è una giovane paraguaiana di 24 anni che, al momento dell'arresto, aveva appena espulso 23 degli oltre 50 ovuli ingeriti, tutti della lunghezza di 5 centimetri circa. L'arresto è avvenuto in un albergo di Corso Giulio Cesare. Qui la donna aveva preso alloggio dopo essere sbarcata all'aeroporto di Caselle, proveniente dal Brasile.
Tutto è filato liscio sino a quando sulla ragazza, giunta nell'aeroporto torinese, si sono concentrati i primi sospetti, in ragione della provenienza del volo e della sua nazionalità. I Finanzieri del Nucleo di Polizia Tributaria di Torino hanno così seguito i suoi spostamenti sino in città, per individuare eventuali complici incaricati del ritiro dello stupefacente, dopo di che, trascorso un ragionevole lasso di tempo, hanno deciso di intervenire per non mettere a repentaglio l'incolumità della donna che, da qualche ora, si trovava da sola nella stanza d'albergo.
Al momento dell'intervento, che ha per ora portato al sequestro di circa 260 grammi di cocaina purissima, la ragazza, incensurata e senza precedenti nel nostro Paese, aveva già espulso, con l'aiuto di creme e prodotti specifici, circa metà degli ovuli ingeriti. In seguito agli esami radiologici eseguiti presso un ospedale della città, dove la donna è stata accompagnata per ricevere assistenza medica, è stata accertata la presenza, nell'addome, degli ulteriori ovuli non ancora espulsi.
Il fenomeno dei corrieri "ovulatori" rappresenta, da anni, uno dei sistemi di trasporto di droga tra i più collaudati, specialmente per quanto riguarda la cocaina, al fine di aumentare sensibilmente le probabilità di superare indenni i controlli in dogana. E', infatti, incontestabile che questo sistema di trasporto è di più difficile individuazione, ma è altrettanto inconfutabile che esso presenta profili di pericolosità per l'incolumità dei corrieri stessi. Sfortunatamente, i Paesi produttori di sostanze stupefacenti (in particolar modo di cocaina) sono anche tra i più poveri, pertanto, le organizzazioni criminali che ivi insistono hanno gioco facile a reclutare, talvolta minacciando le famiglie di appartenenza, talvolta facendo leva sulle loro condizioni di indigenza, soggetti pronti a correre il rischio di morte pur di guadagnare qualche migliaio di euro.
Sia le operazioni di ingerimento che quelle di espulsione possono richiedere molto tempo. La dose letale di cocaina assunta per via orale è di circa 1 grammo; perciò, la rottura di un solo ovulo comporta la morte del corriere. Durante i lunghi viaggi aerei, gli ovulatori, per scongiurare i rischi dell'eventuale rottura della pellicola di gomma che ricopre gli ovuli, si astengono dall'assunzione di cibi e bevande, mentre assumono sostanze astringenti.
A Torino, in base ad un recente protocollo d'intesa per il trattamento dei soggetti arrestati o fermati con sospetta ingestione di ovuli, siglato tra la Procura della Repubblica di Torino e la Regione Piemonte, gli "ovulatori" vengono prontamente accompagnati presso delle individuate strutture sanitarie, dove, sotto stretto controllo clinico finalizzato a prevenire e curare i fenomeni di possibili intossicazioni, vengono condotti tutti gli accertamenti del caso: dal controllo radiografico, fino all'individuazione ed al sequestro della sostanza stupefacente. Una volta cessate le esigenze sanitarie, il corriere viene rilasciato dalla struttura sanitaria per raggiungere il carcere.








