Mortalità evitabile in diminuzione

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Per Toscana e Veneto risultati eccellenti, alla Campania la maglia nera, ma per incidenti e suicidi è il centro-nord a pagare il tributo più alto
La terza edizione del Rapporto MEV(i) "Mortalità Evitabile (con intelligenza)" restituisce una fotografia dell’Italia complessivamente migliore rispetto al passato ma ancora con una importante variabilità territoriale e un caratteristico orientamento geografico del fenomeno.
Nelle classifiche provinciali, elaborate da Nebo Ricerche PA tenendo conto anche dell’età alla morte, le migliori 10 posizioni risultano tutte distribuite nel centro-nord Italia: Ascoli, Firenze, Treviso per i maschi, Prato, Pescara e ancora Treviso per le femmine; di contro, le ultime 10 posizioni sono occupate quasi esclusivamente da province meridionali, con Enna e Olbia a chiudere le graduatorie rispettivamente di maschi e femmine.
I decessi evitabili identificano i casi di morte prima del compimento dei 75 anni contrastabili con efficaci interventi di prevenzione che nel 2013 equivalgono a un totale di 105.000 casi (dei quali 2 su 3 riferiti ai maschi). Di questi, quasi 52.000 risultano riconducibili a stili di vita inappropriati (tabagismo, alcolismo, abitudini alimentari non corrette); 17.000, in gran parte tumori femminili, sono dovuti a malattie precocemente diagnosticabili e trattabili; i restanti 36.000 casi, infine, sono legati a problemi connessi alla gestione di pazienti cronici, al ricorso ai servizi sanitari e ad altre attività assistenziali.
Il Rapporto MEV(i) 2016 richiama l’attenzione su quattro specifiche cause di morte evitabili: tumori di mammella e utero e tumori di trachea, bronchi e polmoni, selezionati per la rilevante numerosità dei due gruppi, incidenti stradali e suicidi, di particolare interesse per il notevole impatto anche in età giovanili. Le mappe epidemiologiche, disegnate sull’incidenza provinciale nel triennio 2011-2013, mostrano per questi gruppi un andamento territoriale opposto a quello del quadro generale, con tassi di mortalità spesso sensibilmente maggiori nel centro-nord.
«Il Progetto MEV(i) Mortalità evitabile (con intelligenza) – spiega Natalia Buzzi, direttore scientifico di Nebo Ricerche PA – rappresenta uno strumento tecnico-scientifico per operatori, esperti e decisori ma anche un supporto per la sensibilizzazione dei cittadini sui temi della tutela della salute e focalizza l’attenzione su strategie sanitarie che possono essere affrontate a tutti i livelli - politico, sociale e anche individuale - in un’ottica di problem solving, e dunque con un approccio intelligente».
Su www.mortalitaevitabile.it sono disponibili il Rapporto completo e la Banca Dati Indicatori, aggiornati ai dati 2013 dei decessi per causa (resi disponibili dall’Istat a fine dicembre 2015).

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