Attenzione

La roentgen - plesio -terapia

 

Unico apparecchio presente nel Lazio è in funzione da alcuni anni e rappresenta l’utilizzo curativo più antico e sicuro dei raggi X, effettuato con la tecnologia più moderna
L’impiego di raggi X a basse energie, comprese fra 40 e 400 kV, per la cura di patologie benigne. E’ quanto si propone  la Roentgen-Plesio-terapia nel curare malattie della sfera ortopedico-reumatologica, quali: osteoartriti, tendiniti, spine calcaneali ecc.; o patologie iperproliferative come il morbo di Dupuytren, ma anche per le ossificazioni eterotopiche o le recidive di cheloidi. Le patologie neoplastiche fanno parte, invece, delle indicazioni storiche di questa metodica. Oggi, sono rimaste valide solo quelle  che riguardano tutte le neoplasie benigne della pelle, ma anche i basaliomi e i linfomi della pelle come la micosi fungoide.
«Negli ultimi anni si è assistito ad un rinnovato interesse per la Roentgen Plesio-terapia, dovuto soprattutto all’evoluzione tecnologica di nuovi apparecchi per le basse energie», spiega il dott. Antonio Maria Costa  del Servizio di Radioterapia Oncologica della Divisione INI di Grottaferrata (Via di Sant’Anna s.n.c., tel. 06/94285417).           
L’ Istituto Neurotraumatologico Italiano, come sempre attento alle innovazioni tecnologiche, si è dotato, unico nel Lazio, dell’ apparecchio  Therapax DXT 300, con cui è possibile effettuare trattamenti sia di Plesio-tarapia, che richiedono energie bassissime (da 40 a 70 kV) utili per trattare i primi strati cutanei,  sia trattamenti di Roentgen-terapia, che richiedono energie più alte (da 100 a 300 kV) utili per raggiungere le zone più profonde come le grandi articolazioni. Con questo nuovo apparecchio, in funzione dal 2002, sono stati trattati centinaia di  pazienti con risultati molto confortanti.
«Per le patologie infiammatorio-degenerative come le forme di artrosi, precisa Costa, si è avuta una risposta compresa fra il 60% e l’ 80%, con forte diminuzione della sintomatologia dolorosa  e miglioramento della funzionalità dell’articolazione interessata. Nella periartrite scapolo-omerale si è avuto il massimo successo con percentuali dell’80%. Molto simili i risultati nel trattamento delle piccole articolazioni delle dita e nell’epicondilite. Altre patologie come la contrattura dell’aponeurosi palmare (morbo di Dupuytren) o il morbo di Peyronie possono giovarsi della Roentgen-terapia solo se trattate in stadio iniziale».
«L’efficacia della Roentgen-terapia anche sulla componente infiammatoria che spesso si associa a quella degenerativa, conclude lo specialista dell’INI, permette con dosi globali di 10-12 Gy, di ottenere l’ attenuazione  o la scomparsa del dolore e quindi una pronta ripresa delle attività quotidiane del paziente».
I trattamenti sono di solito quotidiani, o anche a giorni alterni, per 10-12 sedute, della durata di pochi minuti e assolutamente indolori.
 
 
Ufficio Stampa Gruppo INI: Luciano Pecchi 06/94534710 - 347/1053522
E-mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
 

Informazioni aggiuntive