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SIMG: “E' allarme per la tenuta del Servizio Sanitario Nazionale la tassa sul fumo strumento essenziale per garantire la stabilità”

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I medici di famiglia sostengono l’emendamento alla legge di bilancio proposto dalla presidente De Biasi. Il presidente Claudio Cricelli: “L’aumento del prezzo delle sigarette è un mezzo per evitare il collasso del sistema e per tenere lontano dal vizio soprattutto i più giovani. I danni provocati dal tabagismo sulla salute dei cittadini e sulla produttività sono quantificabili in 7,5 miliardi di euro”.
Firenze – “Si stima che nel 2018 il Fondo Sanitario Nazionale subirà una riduzione rispetto alle cifre attese di circa 604 milioni di euro per fra fronte al contributo dovuto dalle Regioni a statuto speciale alla stabilità dei conti pubblici. Per questo la tassa di scopo sul consumo di tabacco rappresenta uno strumento essenziale per garantire la stabilità del Servizio Sanitario e far fronte al rischio di collasso del sistema”. Il dott. Claudio Cricelli, presidente della Società Italiana di Medicina Generale e delle Cure Primarie (SIMG), sostiene con forza l’emendamento alla legge di bilancio che porta la prima firma della presidente Emilia De Biasi, sottoscritto all’unanimità dalla Commissione Sanità del Senato. “Sono 11,7 milioni i fumatori in Italia (6 milioni uomini e 5,7 milioni donne), rappresentano il 22,3% della popolazione – continua il dott. Cricelli -. L’età in cui si accende la prima bionda è di 17,6 anni per i ragazzi e 18,8 per le ragazze. Il 12,2% dei tabagisti ha iniziato a fumare prima dei 15 anni. L’incremento del prezzo delle bionde può essere uno mezzo per tenere lontano dal vizio soprattutto i più giovani. Gli oppositori della tassa sul fumo contrappongono ripercussioni negative sul comparto produttivo del tabacco pari a circa 50 milioni di euro. Ma si tratta di una cifra assolutamente non paragonabile ai danni provocati dalle sigarette sulla salute dei cittadini e sulla produttività quantificabili in 7,5 miliardi. La tassa di scopo avrà il merito di garantire un introito da destinare al Servizio Sanitario, stimato in circa 700 milioni, per sostenere la spesa per farmaci oncologici innovativi e per garantire le terapie migliori a tutti i pazienti”.
 

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