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Dermatologia, nuovi approcci per i tumori della pelle. Gli esperti: la fototerapia dinamica cura senza lasciare cicatrici

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Il presidente prof. Calzavara Pinton: “Bisogna educare i cittadini alla prevenzione spiegando come proteggersi dai raggi solari in modo corretto. Ma sappiamo che anche l’inquinamento e l’invecchiamento della popolazione giocano un ruolo chiave”

Brescia- “Cheratosi attinica, carcinomi spinocellulari, carcinomi basocellulari (basaliomi) e melanomi sono in continua crescita. Nel 2016, in Italia, sono stati registrati quasi 180mila nuovi casi di carcinoma basocellulare - la forma di cancro della pelle più frequente e meno aggressiva - ma il numero è sottostimato perché la registrazione di nuovi casi spesso non viene fatta. Secondo le statistiche quindi, nel nostro Paese, una persona su cinque svilupperà nella vita un basalioma. Tra le cause di questo fenomeno, l’esposizione al sole non controllata, l’uso di prodotti solari non idonei, l’inquinamento ambientale e l’invecchiamento generale della popolazione.” È quanto afferma il prof. Piergiacomo Calzavara Pinton, Direttore del Dipartimento di Dermatologia all’Università di Brescia e Presidente SIDeMaST, (Società Italiana di Dermatologia medica e chirurgica, estetica e di Malattie Sessualmente Trasmesse) in occasione della seconda giornata del 3° Corso Europeo di Fotodermatologia interamente dedicata alla comprensione delle cause dei tumori della pelle, alla loro terapia e prevenzione con la fotoprotezione. 
“A Brescia, uno dei pochi centri pubblici che applicano la fototerapia dinamica, almeno 200 casi di carcinoma basocellulare sono stati curati nell’ultimo anno con questa tecnologia contro i 1.600 casi trattati con la procedura chirurgica standard. Tuttavia questo approccio non è indicato per i circa 300 casi di melanoma, per i quali si prevedono altri percorsi di cura. Ciò vuol dire che in circa il 10% dei pazienti è stato evitato l’intervento e le relative conseguenze cicatriziali. In sintesi, la fototerapia dinamica - spiega il professore - consiste nell’utilizzo della normale luce visibile. Prima si applica un prodotto non tossico per rendere più sensibili le cellule tumorali, poi si illumina la parte interessata con luce rossa e il tumore ‘si suicida’ scomparendo senza cicatrici”. 
“Dobbiamo educare i cittadini alla prevenzione per evitare che si manifestino così frequentemente i tumori della pelle - conclude il prof. Calzavara Pinton -. Negli ultimi anni, i basaliomi sono quadruplicati. Anche i melanomi continuano ad aumentare. È importante prevenire la loro comparsa ma, a differenza di quanto fatto finora, bisogna sapere quali prodotti usare e in che modo, altrimenti non riusciamo a prevenirli efficacemente e anzi, pensando erroneamente di essere protetti, ci esponiamo ancora di più al sole con il risultato paradossale di avere un aumento invece che una riduzione dei tumori della pelle”. Ovviamente tutto ciò rappresenta non solo un evidente problema per i pazienti colpiti da queste patologie, ma anche un aggravio e un ulteriore importante costo per il Sistema Sanitario Nazionale.

 

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